22 Ottobre 2017
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La nostra storia
E´ intorno al 1918 che si comincia a parlare di calcio a Montecatini Terme. La città ad inizio secolo era un fermento di attività che stavano prendendo piede, per lo più legate al turismo ossia l´attività che sembrava poter dare futuro e prospettive a tutti. Aprivano locali nuovi ed i primi hotel di una città che con gli anni sarebbe diventata il punto di riferimento per il jet set internazionale. I bagnaioli (definizione che deriva dall´antico nome di Montecatini, ossia Bagni di Montecatini) avevano appena visto la nascita del loro Comune e due squadre nacquero in quel momento. La Sempre Avanti era l´espressione della zona oggi denominata Sottoverga, ossia la cosiddetta zona Sud della città, al di sotto del passaggio a livello di Via Marruota. L´altra era la Montecatinese, che rappresentava la zona nord della città.

Il primo campo da gioco sorgeva lungo il Grande Viale, oggi Viale Verdi e dove oggi ha sede il Teatro Verdi. Il campo era pero´ troppo vicino all´adiacente rio Castagnaregola, meglio conosciuto come Salserino, per cui si decise di spostarlo presso l´attuale Viale Bicchierai dove è oggi possibile vedere il Vecchio e Nuovo stabilimento Redi. Proprio in quel luogo nacque dunque il primo campo da calcio, il Feristerio, sul quale prese via nel 1918, il primo campionato ufficiale della storia montecatinese. Da voci non confermate pare che allora vi giocasse Mariani Arduino, padre di Amos, futuro biancoceleste che arriverà a giocare tanti anni in Serie A ed in Nazionale.

Dove oggi sorge Piazza della Rimembranza sorgeva allora Piazza del Pallone, sede di un altro campo dove, seppur in maniera informale, molti giovani e meno giovani tiravano calci ad un pallone di pezze.
Le continue costruzioni che stavano sorgendo, a testimonianza di una città in fermento, costrinsero gli amanti del calcio a trasferirsi provvisoriamente in fondo a Via del Salsero, dove sorgerà il Tiro a Volo. Il Comunale sarebbe nato dopo pochi anni appena sotto la ferrovia dove oggi sorge la Palestra Da Vinci ed alcuni campi di calcetto, tra il Rio di S. Antonio ed il Viale Leonardo Da Vinci.

Per oltre trent´anni su questo terreno di gioco svolgerà la propria attività l´Unione Sportiva Montecatini, a tutti gli effetti federali nata nel 1918. Nel 1920 assume la denominazione di Terme Montecatini 1920 per poi affiliarsi alla FIGC toscana solo nel 1927 con il nome di Gruppo Sportivo Carlo Sforza ed in seguito Unione Sportiva Monteatini. Negli anni Trenta e poi Quaranta, sino all´intervallo dei campionati per cause belliche, il Montecatini partecipa ai campionati di Seconda e Prima Divisione toscana. Stessa sorte al nuovo inizio dell´attività sportiva dopo l´interruzione dovuta alla Seconda Guerra mondiale quando al termine della stagione 1952-53, piazzandosi al secondo porto nel campionato di Prima Divisione Toscana, sarà ammesso al campionato di Promozione Toscana. Dopo tre anni di Promozione Toscana, la squadra verrà promossa in IV Serie grazie alla vittoria in campionato per poi tornare in Prima Categoria ad inizio anni 60 dove in pratica vi resterà per tutto il decennio, salvo le stagioni 66-67 e 67-68 dove parteciperà alla Seconda Categoria toscana. Una volta riconquistata la Prima Categoria sarà nella stagione 1972-73 che vincerà il campionato che consentirà al Montecatini di approdare in Promozione. Il campionato successivo, 1973-74 vedrà un´altra promozione: la squadra si classifica seconda al termine della stagione, approdando cosi´ alla Serie D dove vi resterà per quattro stagioni, caratterizzati da campionati culminati con ottimi piazzamenti.

L´apoteosi sarà raggiunta al termine della stagione 1977-78 quando la società, dopo aver costruito una squadra ambiziosa con mister Robotti alla guida (l´ex terzino della Fiorentina e della Nazionale), piazzandosi seconda alle spalle della Carrarese, approderà per la prima volta nel calcio professionistico, nella neonata Serie C2. I primi quattro campionati di Serie C2 saranno disputati ad alto livello e vedranno passare dal Comunale portieri quali Aliboni e Nuciari che poi approderanno alla massima serie, oltre ad avere nel terzino Ramagini il giocatore con il massimo numero di presenze in maglia bianco celeste.

Al termine della stagione 1982-83 la squadra, piazzandosi 18° nel girone C della Serie C2 verrà retrocessa in Interregionale. In pratica la società ripartirà dalla Terza Categoria. La permanenza in queste categorie durerà per vari anni fino a quando il calcio sparirà ufficialmente dalla città termale. Il calcio, ad un certo livello, tornerà a farsi vedere allo stadio comunale, nel frattempo ribattezzato Daniele Mariotti, al termine della stagione 1996-´97 quando la squadra, vincendo il girone B della Prima Categoria toscana, sarà promossa in Promozione. L´anno successivo, arrivando seconda in classifica, approderà al campionato di Eccellenza al quale parteciperà per quattro stagioni. Al termine del campionato 2001-´02 la squadra verrà retrocessa in Promozione. Occorre arrivare al campionato 2008-09 per riavere tracce del sodalizio bianco-celeste, e ritrovarlo in Seconda Categoria. Al termine della stagione 2009-´10 la società A.S. Montecatini Terme si fonde con l´U.S.D. Anchioneponte diventando A.S.D. Terme Montecatini, acquisendo la categoria di merito e ritornando in Promozione. In Promozione i Termali disputano quattro stagioni, culminate con la terza posizione al termine del campionato 2013-14. Nel giugno 2014 la società si fonde con l´ A.S.D. PesciaUzzanese, diventando A.D. Valdinievole Montecatini ed acquisendo la relativa categoria di merito, ossia l´Eccellenza. Nella stagione 2014-´15 i bianco celesti vincono il campionato di Eccellenza girone B e tornano dunque dopo 37 anni nel massimo campionato nazionale dilettantistico della Serie D.

La prima maglia riportava i colori rosso e blu per poi adottare definitivamente i colori storici bianco e celeste. Solo ad inizio degli anni sessanta fu inaugurato l´attuale stadio Comunale di Piazzale Leopoldo. Su quei primi campi e stadi sono passate tante storie, tante partite, tanti episodi. I primi palloni, i primi parastinchi e cappotti per ripararsi dal freddo. Oppure i freddi invernali che gelavano i campi o le piogge che rendevano il terreno simile ad un pantano. Ma proprio da quei campi sarebbero nati veri calciatori che poi avrebbero calcato i più importanti stadi nazionali ed esteri quali Remo e Carlo Galli, Amos Mariani e Comunardo Niccolai.

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